giovedì, 29 settembre 2005

Giudizio rinviato al prossimo 11 ottobre per l'assenza (causa malattia) del magistrato, incaricato di rappresentare, nella veste di relatore, il Comune di Paternò. Si è conclusa, così, ieri mattina, l'udienza alla prima sezione del Tar di Catania, con all'ordine del giorno l'argomento termovalorizzatore. Un appuntamento cui erano presenti anche numerosi aderenti ai comitati civici paternesi, che hanno inscenato un sit-in davanti al Tribunale. Per conoscere la decisione dei magistrati del Tribunale amministrativo, che dovranno decidere se confermare o rigettare l'attuale sospensiva dei provvedimenti impugnati, contro l'ordinanza del commissario per l'emergenza rifiuti, Salvatore Cuffaro, si dovrà aspettare ancora qualche settimana.
Se nella sentenza il Tar confermerà la sospensiva, la situazione rimarrà invariata; se, invece, i giudici del Tribunale amministrativo regionale decideranno di interrompere gli effetti della sospensiva, dando, quindi, ragione alla SiciliPower (ditta capofila della cordata di aziende incaricate di eseguire i lavori in contrada Cannizzola), gli interventi riprenderanno dove si erano fermati lo scorso luglio, e cioè alla realizzazione della discarica, annessa al megaimpianto per l'incenerimento dei rifiuti.
Qualunque sarà la decisione, conferma o interruzione del provvedimento cautelare, è comunque, già certo, che le parti contendenti (Comune di Paternò e Legambiente da una parte, SicilPower dall'altra), ricorreranno in appello davanti al Cga, per poter ribaltare la sentenza del Tar. E' scontato, infatti, che le parti non si fermeranno al primo grado di giudizio. Per conoscere, poi, il verdetto del Cga, non dovrebbero essere lunghi i tempi d'attesa. Entro novembre, anche il Consiglio di giustizia amministrativa dirà la propria.

Mary Sottile - La Sicilia

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lunedì, 26 settembre 2005

Pubblico la nota che l'onorevole Giovanni Barbagallo, capogruppo della Margherita - DL, ha inviato a Biancavilla allo specchio. Ringrazio l'on. Bargallo, deputato regionale, per la sua attenzione riservata a Biancavilla allo specchio.

«Mentre l’Assemblea Regionale Siciliana discuteva e prima ancora che si pronunciasse con un proprio voto, il presidente della Regione Salvatore Cuffaro (commissario straordinario per la gestione dei rifiuti) firmava i contratti autorizzando l’inizio dei lavori per la realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia”. Scrive in una nota inviata agli Organi di stampa e a Biancavilla allo specchio, blog su Biancavilla(CT), l’on. Giovanni Barbagallo, capogruppo della Margherita-DL. «Il problema dello smaltimento dei rifiuti è reale – aggiunge – ma non è stato possibile valutare altre alternative, né modificare i siti ritenuti inidonei. Gli inceneritori devono essere costruiti nonostante le proteste dei cittadini e il voto contrario espresso dai consigli comunali delle località interessate».

Il capogruppo della Margherita-DL rileva inoltre che «la costruzione dei termovalorizzatori sta andando avanti, purtroppo, anche a dispetto di qualsiasi legittimo dubbio in ordine agli effetti prodotti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Non condividiamo questo modo di concepire la democrazia e le istituzioni. Ci auguriamo – conclude Barbagallo – che si possa ancora trovare la possibilità di incidere su un processo decisionale assolutamente verticistico e poco rispettoso dei cittadini e delle istituzioni».

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lunedì, 26 settembre 2005

Pubblico un estratto del documento firmato da Legambiente. Nei giorni scorsi Biancavilla allo specchio ha contattato la sezione regionale dell'associazione ambientalista e subito ha trovato riscontro nella persona del vice presidente Vincenzo Parisi. E' questo il testo integrale inviato a diversi organi istituzionali con la disapprovazione della scelta di Cuffaro alla realizzazione del termovalorizzatore nella Valle del Simeto.

Elementi che portano a dire NO al termovalorizzatore di contrada Cannizzola a Paternò

1)      Lo studio di Impatto Ambientale non è stato redatto in conformità alla normativa comunitaria in materia di valutazione di impatto ambientale né risponde ai criteri dettati dalla normativa statale;

2)      La sintesi non tecnica è eccessivamente ed inaccettabilmente succinta, tanto da non fornire gli indispensabili dati per comprendere quale dimensione, in senso lato, abbia il progetto e quali possano essere gli impatti sull’ambiente, sulla salute delle popolazioni, sull’economia. Mancano totalmente i dati relativi ai consumi delle risorse, alla quantità di rifiuti in entrata, di quelli selezionati e destinati all’incenerimento o alla discarica, delle ceneri pericolose, dei rifiuti prodotti nella fase di cantiere e di esercizio, ecc.;

3)      Il progetto scaturisce dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato con ordinanza n. 1166 del 18.12.2002 dal Commissario per l’emergenza rifiuti in Sicilia. Il Piano, ed i successi provvedimenti, hanno affidato – a valle della raccolta differenziata - la gestione di rifiuti urbani prodotti in Sicilia (circa 2.500.000 t/anno) a 4 Associazioni Temporanee d’Impresa (A.T.I.), selezionate tramite avviso pubblico, che realizzeranno 4 nuovi inceneritori dove smaltire i suddetti rifiuti dopo la separazione della frazione organica e dei metalli. Le A.T.I.  inoltre realizzeranno, ciascuna negli Ambiti Territoriali Ottimali di riferimento, le stazioni di trasferenza, gli impianti di separazione secco/umido, le discariche per i rifiuti speciali e le ceneri derivanti dall’attività di incenerimento e le discariche per la frazioni umida stabilizzata. Gli inceneritori da realizzare sono ubicati nei comuni di Augusta (SR), Paternò (Catania), Bellolampo (PA) e Casteltermini (AG).

4)      Nessuna comunicazione, avviso o informazione, è stata fornita ai cittadini siciliani su ciò che il Commissario Straordinario ha progettato, programmato e realizzato con il Piano per la Gestione dei Rifiuti e ciò nonostante lo stesso Piano dedichi l’intero capito 21 alla necessità di informare correttamente il pubblico e istituisca il “Piano della Comunicazione” il cui obiettivo avrebbe dovuto essere quello della determinazione del consenso sociale e la condivisione delle azioni attuative. Alla luce delle fortissime proteste delle amministrazioni locali e delle popolazioni, bisogna prendere atto che il “Piano delle Comunicazione” non solo non è mai stato avviato ma che la struttura Commissariale non ha neppure tentato di interloquire con i cittadini e le associazioni ambientaliste;

5)      Per la violazione delle relative norme la scrivente associazione ha pendente presso il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo un ricorso per l’annullamento dell’ordinanza n. 333 del 02.05.2003 con la quale il Commissario straordinario identifica il numero ed i siti per la localizzazione delle stazioni di trasferenza, degli impianti per il trattamento della frazione residuale e di quelli per la termovalorizzazione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati e sono delimitati gli ambiti ottimali. Gli stessi motivi dell’impugnativa, in fatto e in diritto, riproponiamo qui integralmente come ulteriori osservazioni al progetto ed accludiamo copia del citato ricorso;

6)      L’approvazione del Piano di Gestioni Rifiuti da parte del Commissario Straordinario, come fatto rilevare dalla mozione presentata il 04.03.04 da 28 deputati all’Assemblea Regionale Siciliana per chiederne la revoca, è illegittima poiché di esclusiva competenza  degli organi legislativi e non del Commissario;

7)       Lo stesso profilo di illegittimità viene segnalato nell’interrogazione presentata da 7 Senatori della Repubblica al Sig. Ministro dell’Ambiente ed al Sig. Ministro dell’Ambiente;

8)       Con delibera del 31.07.2003 il Consiglio Comunale di Paternò pone numerose condizioni, chiede l’acquisizione di diversi e qualificati pareri e consensi, sollecitata il pieno coinvolgimento dell’ente Comune e della collettività nell’esame del progetto, propone  approfondimenti, misure di tutela e garanzia, partecipazione popolare attraverso un forum, ecc.;

9)      A partire dal novembre 2003 si sono svolte a Paternò numerose manifestazioni ed iniziative popolari in opposizione al progetto;

10)  Con delibera n. 132 del 20.11.2003 il Consiglio Comunale di Paternò ha votato un ordine del giorno con il quale respinge la realizzazione delle opere;

11)  Il progetto in realtà non presenta alcuna alternativa progettuale all’incenerimento, limitandosi ad affermare che esso è conseguente alla pianificazione siciliana. Le vere alternative all’inceneritore, e cioè una seria riduzione della produzione dei rifiuti ed una efficace raccolta differenziata indirizzata anche alla separazione domestica della frazione umida ai fini della produzione di compost di buona qualità, non sono prese in considerazione nonostante fossero tutte misure indicate dal Piano degli Interventi per l’emergenza Rifiuti (PIER) approvato nel 2000;

12)  La scelta del sito (e di tutti i siti) non è stata fatta dalla struttura Commissariale sulla base di precisi criteri di strategicità, economicità, basso impatto, posizione baricentrica con le aree metropolitane, distanza dai centri abitati e dalle aree agricole di pregio, siti SIC, ZPS, aree archeologiche, vie di comunicazione, ecc. Infatti, lo stesso avviso pubblico per la selezione delle aziende a cui affidare lo smaltimento, poneva come condizione che le ditte avessero “siti idonei”, ovvero impianti industriali propri o di cui abbiano la disponibilità gestionale, esistenti nel territorio della Regione Sicilia, ivi compresi quelli per la produzione di energia elettrica, in sostituzione totale o parziale di combustibili ora impiegati. Si è così precostituita una scelta degli operatori e si è lasciata loro la facoltà di scegliere il sito più vantaggioso per l’azienda piuttosto che più idoneo sotto il profilo ambientale ed il costo a carico dell’utenza. Altra conseguenza di tale procedura è il fatto che i rifiuti viaggeranno da un capo all’altro della Sicilia con l’irrazionale conferimento, per esempio,  di quelli di Catania, Ragusa ed Enna all’impianto di Augusta (Siracusa) e di quelli di Messina a Paternò (Catania);

 

 

13)  Non risultano pertanto esposti i criteri che hanno determinato la scelta del sito, la loro configurazione modulare, prescelta su precisa base analitica. Manca una scheda parametrica dei dati necessari per la esecuzione di un’analisi dei dati territoriali, delle valenze naturalistiche, delle valenze culturali, dei dati fisici. Manca ogni riferimento ai rapporti tra studi territoriali effettuati e soluzioni progettuali adottate, nonché il quadro di riferimento ambientale, i livelli di qualità preesistenti all’intervento, la stima qualitativa e quantitativa degli impatti indotti dall’intervento sull’ambiente e, quindi, la individuazione e la caratterizzazione delle componenti e dei fattori ambientali ed antropici interessati;

 

 

14)   Le opere sono state inopinatamente localizzate all’interno del Sito di importanza comunitaria “Contrada Valanghe”, volto alla tutela paesistica e naturalistica degli ambienti naturali steppici, e si trovano a poche centinaia di metri dal Sito di importanza comunitaria “Pietralunga”, volto alla tutela degli ambienti idrofili di un tratto del fiume Simeto;

 

 

15)  Le aree calanchive che caratterizzano le zone destinata agli impianti possono comportare, in presenza di eventi pluviali intensi, il rischio che le aree con presenza di rifiuti o ceneri siano allagate e che le sostanze chimiche o organiche presenti raggiungano il fiume Simeto e le falde. Analogo rischio può derivare dalle eventuali piene del fiume Simeto che potrebbero raggiungere le aree degli impianti di trattamento poste sulla medesima quota altimetrica della ripa; né sarebbe possibile realizzare ulteriori arginatura senza distruggere o alterare la vegetazione ripale, in quel tratto particolarmente pregevole;

 

 

16)  Del tutto inadeguate appaino le valutazioni relative alle esondazioni del fiume Simeto e le interferenze  prodotte sul deflusso del torrente Cannizzola;

 

 

17)  La sintesi sostiene che “l’incidenza negativa prodotta sulla componente naturalistica presente sul territorio del SIC sia di livello non significativo, in quanto la superficie interessata risulta minima rispetto a quella totale e in buona parte è già attualmente compromessa dalle attività industriali presenti sul posto”. Ciò è solo un’opinione e con la stessa imperturbabilità si potrebbe sostenere che l’incidenza sarebbe invece devastante. Una risposta seria può e deve venire dall’indispensabile ed obbligatoria valutazione d’incidenza;

 

 

18)  Ai fini della prevenzione del rischio dissesti, appare del tutto improvvida la scelta di depositare sullo stesso sito circa 1.800.000 m3 di materiale di risulta dalle operazioni di scavo della discarica;

19)  Assolutamente inidonea da un punto di vista urbanistico e ambientale appare la localizzazione anche con riferimento alla rete di comunicazione esistente. I numerosi mezzi di trasporto provenienti ogni giorno dai centri di trasferenza di Patti, Messina e Calatabiano e dai comuni di larga parte della Provincia di Catania, interesseranno soprattutto la SS. 121, la quale è già particolarmente congestionata e pericolosa; gli stessi mezzi inoltre dovranno percorrere almeno cinque-sei chilometri di strade secondarie per raggiungere il sito, interferendo con le attività agricole e gravando sulla manuntenzione della rete stradale provinciale e comunale.

 

 

20)   Manca una relazione geologica  conforme alle prescrizioni di cui all’art.27 del D.P.R. 554/1999, soprattutto con riferimento alla definizione del “livello di pericolosità geologica” e del comportamento del suolo in assenza ed in presenza dell’opera. Quest’ultimo aspetto, di notevole importanza data la sismicità del sito e l’incidenza degli interventi sul suolo e nel  sottosuolo (parte delle opere attingono profondità dal piano di campagna di oltre 20.00 m e si elevano dal piano di campagna fino a 80.00 m per il camino), non è stato trattato nonostante la precisa prescrizione normativa;

 

 

21)   Gli aspetti sismici sono stati del tutto ignorati mentre l’elevata sismicità dell’area del comune di Paternò richiede invece indispensabili approfondimenti sui caratteri, localizzazione e potenziale sismico delle principali  strutture sismogenetiche potenzialmente interferenti con l’area interessata all’insediamento. Dai dati dello studio non è possibile stimare gli effetti attesi al suolo in assenza di un indagine geognostica ed in particolare  geofisica volta a determinare i parametri sismici e geotecnici dei terreni fondali tecnicamente significativi in funzione dell’opera in progetto e quindi non è possibile valutare una plausibile  risposta attesa;

 

 

22)  Viene sottostimato l’impatto olfattivo, secondo intensità e areale d’incidenza, delle sostanze odorigine rilasciate sia nelle fase di movimentazione che di selezione, stabilizzazione,  incenerimento e deposito in discarica di ceneri scorie e rifiuti. Picchi, persistenza e superamenti sono considerati “modesti disturbi” ;

23)  L’elevato impatto acustico viene minimizzato sostenendo che non vi sarebbero “ricettori sensibili” nelle vicinanze. Va invece preso in seria considerazione il disturbo che l’inquinamento sonoro provocherà anche sulla fauna presente nel SIC;

24)  La descrizione dell’inceneritore è estremamente generica e tale da non consentire al lettore di capire se esso è idoneo allo scopo e rispondente alle migliori tecnologie disponibili (così come indicato dalla UE). Non viene neppure indicato se per ogni linea è previsto il bruciatore di riserva da utilizzare nel caso di avvio o di malfunzionamento. In ogni caso la scelta del tipo di inceneritore (a griglia mobile) sembra rispondere esclusivamente a motivi di carattere economico essendo stato del tutto escluso il tipo a plasma o quello a gassificazione (quest’ultimo – a nostro parere - perché richiederebbe che i rifiuti siano molto meglio selezionati di quanto ci si propone con il presente progetto). Le alternative di sistema considerate sono risibili ed il confronto non si è basato, come avrebbe dovuto, sul minore impatto ambientale conseguibile;

25)  La stessa cosa vale per gli impianti di selezione: a) insufficiente valutazione delle alternative di progetto; b) è stato scelto il sistema che fornisce meno garanzie di selezione ed eliminazione delle componenti pericolose del rifiuto ma produce una carica con potere calorifico più elevato (per questo motivo viene esclusa la tecnica dei bio-cubi che prevede la separazione a valle della fase di digestione aerobica);

26)  Della frazione secca compattata non si forniscono dati qualitativi né si assicura la rispondenza alle norme di legge vigenti. Gioverà ricordare che nella regione Campania le eco-balle sono oggetto di inchieste giudiziarie e che il Presidente della Commissione d’indagine sul ciclo dei rifiuti, On. Paolo Russo, ha recentemente dichiarato che nutre forti dubbi sulla possibilità che questo rifiuto sia idoneo per l’incenerimento;

27)  La destinazione del percolato recuperato dalla discarica non viene precisata e, alla luce della carenza di impianti di idonei impianti di depurazione nella regione Sicilia, il dimensionamento dei serbatoi di raccolta nel sito – con un’autonomia di appena 12 giorni in periodi di non eccessiva piovosità – si dimostra largamente insufficiente;

28)  Il volume di traffico indicato (94 transiti giornalieri inclusi i 40 del personale - 188 tra entrata ed uscita) è palesemente sottostimato in relazione ai flussi in ingresso previsti alla capacità d’incenerimento giornaliera (1.300 t/giorno di rifiuti a cui bisogna aggiungere ceneri e scorie per un ulteriore 30% in peso). Se tutti i mezzi avessero una portata di 20 tonnellate ne occorrerebbero almeno 100 (200 tra entrata ed uscita) e, ovviamente, i 40 per il personale. Tale flusso di traffico pesante avrebbe effetti gravissimi sulla già precaria circolazione delle strutture viarie interessate;

29)  Nessuno studio viene fatto sulle eventuali modifiche che la realizzazione dell’impianto potrebbe indurre sul microclima dell’area vasta, sulle aree naturalistiche, sul fiume Simeto, sulla città di Paternò e sulle colture agricole e biologiche specializzate;

30)  Non viene prospettato alcun scenario di rischio in conseguenza della realizzazione dell’intervento e della gestione degli impianti. In particolare non è stato esaminato nessuno dei possibili eventi accidentali come l’incendio delle discariche, l’emissione di nube tossica, la fuga di ammoniaca, l’esplosione delle caldaie e/o della turbina, l’incendio dei depositi delle sostanze chimiche, lo sversamento di prodotti chimici durante la fase di trasporto o di carica all’impianto, la formazioni di emissioni ad elevata concentrazione di diossine per il malfunzionamento delle camere di combustione, l’allagamento del sito e dei relativi impianti di stoccaggio, trattamento ed incenerimento, ecc.;

31)  Non è stato previsto un piano di sicurezza interno ed esterno;

32)  Manca una descrizione del progetto e la relativa valutazione degli impatti che comporterà la realizzazione delle connessioni per l’immissione in rete dell’energia elettrica prodotta;

33)  Non è stato prodotto lo studio relativo al detrimento sanitario alla popolazione derivante dall’esposizione ai prodotti del processo di incenerimento. L’affermazione che “Non si ritiene quindi che la realizzazione e l’entrata in funzione del termovalorizzatore possa determinare effetti sulla popolazione residente nell’area, malgrado l’estrema sensibilità della zona e le situazioni di attenzione già riscontrate e descritte nel quadro di riferimento ambientale” rivela un atteggiamento di preoccupante superficialità ed è del tutto priva di fondamento poiché contraddice non solo la univoca e copiosa letteratura medico-scientifica sull’argomento ma soprattutto ignora i risultati delle indagini epidemiologiche condotte sulle popolazioni residenti nelle aree interessate da impianti di incenerimento attivati nel periodo antecedente gli anni novanta.

 

La scrivente associazione, alla luce delle osservazioni di cui sopra, nella convinzione di aver dimostrato l’inutilità dell’opera proposta ed i gravi ed irreparabili guasti che essa produrrebbe sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni, ritenendo inoltre che lo studio di impatto ambientale presenti gravi ed incolmabili lacune, chiede alla Commissione che vengano esaminate attentamente tutte le questioni qui evidenziate - esprimendosi singolarmente su di esse - pronunciando al termine parere negativo. Chiede già fin d’ora copia del giudizio di compatibilità ambientale che sarà rilasciato dichiarandosi disponibile al pagamento delle spese di fotoriproduzione e spedizione. Con riserva di produrre ulteriori osservazioni qualora necessario.

 

Per Legambiente Sicilia

Enzo Parisi

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categoria:le proposte di legambiente
sabato, 24 settembre 2005

Hanno incontrato nello scorso mese di luglio il sindaco di Biancavilla, prof. Mario Cantarella, i Comitati civici di Paternò che si sono schierati contro il termovalorizzatore in contrada Cannizzola. Ad avere un colloquio con Cantarella sono stati Nicola Bertolo, Alfredo Nicotra e Nino Tomasello. Si è affrontato il discorso legato all'emergenza salute nel territorio simetino.

I componenti dei comitati civici hanno riscontranto sensibilità e disponibilità da parte del sindaco Cantarella nello studio di comune iniziative da mettere in campo per contrastare la concezione secondo la quale la Valle del Simeto dovrebbe diventare la Valle dei rifiuti, speciali e non!

(Dal sito di Paternò Nuova)

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sabato, 24 settembre 2005

Si può provare con dati scientifici alla mano, che a Giugliano,Quagliano e Villaricca (NA) si muore di discarica, alcuni dati raccolti negli ultimi quindici anni evidenziano che in queste zone della Campania i decessi per cancro sono più frequenti che nelle altre province italiane.Lo dimostra una indagine durata oltre un anno e mezzo,pubblicata su "Epidemiologia e prevenzione" e rilanciata su "lanuovaecologia.it", quotidiano online di legambiente.
Secondo questa ricerca,frutto di un progetto che che ha coinvolto ISS,Cnr,Enea,Legambiente,Arpa,Università e Osservatorio epidemiologico regionale campano, nel triangolo ove insistono le succitate tre cittadine la mortalità per cancro è risultata significativamente accresciuta rispetto alla media nazionale,soprattutto per i tumori maligni del polmone,pleura, laringe,vescica, fegato ed encefalo.E anche i numeri di malattie circolatorie e diabete sembrano significativamente più alti rispetto alle altre regioni.

Domenico Arcoria

dal sito Paternò Nuova www.paternesi.com

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sabato, 24 settembre 2005

Sarà trattata martedì 27 settembre dal TAR di Catania la questione dei Termovalorizzatori di Augusta e di Paternò.

I Comitati civici di Paternò organizzano un Sit in per richiamare l'attenzione della pubblica opinione sulla questione. Il Comitato civico di Biancavilla desidera partecipare quindi tutti i componenti e non sono invitati a partecipare.

NO AL TERMOVALORIZZATORE!

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sabato, 24 settembre 2005

L'avvocato Turi Liotta ha aperto ufficialemente la nuova sezione "La voce dei biancavillesi" realizzata all'interno del blog internet Biancavilla allo specchio. Liotta è uno dei politici che da subito si è schiarato contro la realizzazione del termovalorizzatore in contrada Cannizzola a Paternò.

Riportiamo a seguire una parte del suo articolo che è stato già pubblicato in home su Biancavilla allo specchio www.biancavilla.splinder.com

Questa è la stagione della politica del territorio: favorito, certamente, dalla ripartizione del collegio elettorale che accorpa diversi comuni che si scoprono ( o meglio si riscoprono) “uguali” nelle esigenze e comprendono che “insieme” c’è maggiore possibilità di sviluppo e di crescita, si fa strada con sempre maggiore vigore una sensibilità “comune” anche ai cittadini ed alle comunità intere.

Così andrebbero affrontati insieme temi quali Sanità, Trasporti, Strutture Sportive, Culturali e Turistiche mentre il chiudersi  nella politica “del campanile” è, oltre che fuori dal tempo,  estremamente miope e pericolosa; innegabilmente in questo nuovo contesto acquista importanza centrale la sempre maggiore attenzione ai temi d’interesse generale quale la gestione del territorio e della salute, oltre che dello sviluppo economico.

La vicenda del termovalorizzatore è emblematica di quello che sta avvenendo nelle nostre comunità e verso dove può portarci la politica se non è aiutata, temperata e guidata dalla partecipazione della gente.

(continua su...Biancavilla allo specchio>>>)

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sabato, 24 settembre 2005

Quella appena iniziata è la settimana decisiva. Ancora pochi giorni (data ultima, annunciata, venerdì 30 settembre) e si saprà il futuro del sistema rifiuti in Sicilia. Tre gli appuntamenti indicati come determinanti, il primo dei quali si è già tenuto a Palermo, alla quarta commissione ambiente e territorio dell'Ars, incaricata dal commissario per l'emergenza rifiuti, Totò Cuffaro, di raccogliere elementi per tentare di sciogliere i nodi dell'intricata matassa, rappresentata dal Piano regionale rifiuti. Un piano al momento bloccato, sul quale peserà il responso della quarta commissione, impegnata in questi giorni in una serie di incontri.
Tra gli appuntamenti della quarta commissione, figura quello con le associazioni ambientaliste (Legambiente, Italia Nostra, Wwf e Gre) e con i comitati civici nati nei comuni dell'isola, dove dovrebbero essere costruiti i quattro termovalorizzatori (Paternò, Bellolampo, Augusta, Castel Termini) e le discariche. Un'audizione, importante, per la quale, proprio i comitati non si sono fatti trovare impreparati, presentandosi all'appuntamento con fasci di documentazioni e ben sette esperti. Sette professionisti, rappresentanti del mondo universitario, dell'Arpa, dell'Asl di Trapani, per finire con il presidente del centro oncologico di Genova, Federico Valerio. Proprio Valerio, nel corso della sua audizione ha perorato la causa del no alla termovalorizzazione, spiegando che il sistema, è ormai sorpassato. La prova è offerta dai paesi industrializzati, come gli Stati Uniti, il Giappone, la Francia, e la stessa Italia, dove i termovalorizzatori stanno lasciando il posto ad una nuova tecnologia, meno pericolosa perché immetterebbe meno diossina nell'aria, denominata biossidazione.
Secondo Valerio, sarebbe, quindi, più sensato puntare su questa nuova forma d'eliminazione dei rifiuti, piuttosto che scegliere qualcosa di sorpassato. Per l'Italia, ha portato la sua esperienza nel settore della biossidazione, il presidente del consorzio dei comuni del trevigiano, Priula, presente all'incontro.
Nella sua relazione, Priula, ha affermato che gli effetti positivi, visibili, sono due: una diminuzione della tassa sui rifiuti per i cittadini ed un aumento della raccolta differenziata, con soglie vicino all'80%. Come nel trevigiano, ha concluso Priula, analoga esperienza si sta registrando nel salernitano. Hanno, puntato, invece, al sovradimensionamento degli impianti di termovalorizzazione le associazione ambientaliste che chiedono il cambiamento del piano regionale rifiuti.
Di parere contrario, nel corso dell'audizione, la posizione dei Gre (Gruppi di Ricerca Ecologica), di Catania, secondo i quali il piano va tutelato visto che si è, finalmente, di fronte ad una grande svolta, spostando la Sicilia da un sistema poco limpido della gestione dei rifiuti, ad uno più chiaro ed integrato. Tutte le audizioni sono state ascoltate con molta attenzione dai componenti della commissione e dai circa quindici deputati regionali, di centrodestra e centrosinistra, presenti all'incontro. Per la commissione ora, il tempo d'esaminare il tutto, prima di esporre la sua decisione in una relazione. Nell'attesa di conoscere queste prime conclusioni, un altro appuntamento, determinante, questo, per la sorte del progettato termovalorizzatore di Paternò, si sta per consumare. Stiamo parlando della camera di consiglio del Tar di Catania, in programma per martedì prossimo, con all'esame i ricorsi, contro la costruzione del termovalorizzatore di contrada Cannizzola, presentati dal Comune di Paternò e da Legambiente (con il sostegno, quest'ultima, del coordinamento dei comitati civici paternesi).
A mettere la parola fine a tutta la vicenda sarà, però, il presidente Cuffaro, che entro la fine di settembre dovrà giungere alle conclusioni.

Mary Sottile - La Sicilia

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sabato, 24 settembre 2005

La proposta alternativa della «biossidazione» dei rifiuti, rispetto ai previsti termovalorizzatori, illustrata nei giorni scorsi ai componenti la commissione Territorio e Ambiente dell'Ars, è stata accolta con un certo scetticismo dai tecnici dell'Ufficio del commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. Tecnici che erano presenti all'audizione e che, a loro volta, relazioneranno martedì prossimo. «Approfondiremo in questi giorni lo studio che è stato proposto - ha sottolineato l'ingegnere Salvatore Raciti - ma non credo che questo sistema possa in qualche modo sostituire i termovalorizzatori». L'ingegnere Raciti, essendo parte in causa vuole approfondire bene l'argomento, prima di trinciare giudizi definitivi. «Con la biossidazione - ha aggiunto - si ha la separazione del secco dall'umido; poi i rifiuti vengono trasportati in discarica, mentre con la termovalorizzazione si ha la produzione di energia e in discarica vanno pochi residui. Sono due modi diversi di concepire lo smaltimento dei rifiuti: per loro è più dannoso produrre energia che creare discariche».
Ma cos'è la biossidazione? E' un processo che sfrutta lo scarso potere calorifico presente nella frazione umida dei rifiuti che vengono stivati in capannoni più o meno pressurizzati per evitare fuoriscite di cattivi odori. E già questo potrebbe scatenare parecchie proteste.
«Il calore interno della massa dei rifiuti avvia un processo di fermentazione della frazione organica umida - si legge su una rivista specializzata -. Questo attiva una serie di batteri e di processi di trasformazione che possono portare alla quasi completa totale perdita di umidità/putrescibilità. Il processo dura alcuni giorni, poco più di una settimana. La lavorazione prevede che i rifiuti vengano spostati dall'ingresso del capannone verso l'uscita, con un tempo di permanenza nella struttura variabile a seconda di molti fattori, ad esempio le condizioni atmosferiche».
Sembra che in diversi Stati alcune aziende utilizzino un processo simile, non per risolvere il problema rifiuti ma per produrre il cosiddetto Cdr, un combustibile per termovalorizzatori ad elevata resa, poiché privo di umidità e, quindi, capace di un potere calorifico alto.
Inoltre, se il processo di biossidazione non viene associato alla termovalorizzazione, il problema rimane quello delle
quantità. Infatti lo stoccaggio dei rifiuti biossidati in balle richiede, per ingenti quantità di rifiuti, molte grandi strutture di trattamento e ancor più discariche: i volumi dei rifiuti si riducono solo del 35%. La stessa Legambiente ha affermato (al convegno di Palermo del luglio 2004) che la biossidazione è un sistema utile ma che può funzionare solo su scala ridotta e, comunque, in una logica di integrazione con altre modalità di smaltimento.
Infine, questo processo, secondo gli esperti, lascia invariato, anzi aumenta in teoria, il problema dei trasporti dei rifiuti in giro per le strade della Sicilia.
Il Piano regionale dei rifiuti, messo a punto dall'ufficio commissariale, come è noto prevede la realizzazione di quattro termovalorizzatori sul territorio regionale. Per vigilare su eventuali problemi ambientali, è stato creato un apposito comitato, presieduto dall'oncologo Umberto Veronesi.

Lillo Miceli - La Sicilia

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sabato, 10 settembre 2005

Forse molti che vivono in questo nostro territorio, non riescono ad apprezzarlo pienamente, ma basta salire su una “terrazza”  e  guardare  intorno (A 360°) per restare estasiati dai colori, dagli odori, e perché no, anche, dai sapori dei nostri eccellenti prodotti agricoli (agrumi olive, fichi e fichidindia, uva e frutta varia di stagione).

 

Certo nei particolari troviamo non poche brutture causate soprattutto da una carente educazione civile ed ambientale, ed anche da qualche incuria da parte della A.C., sporcizia, rifiuti, erbacce, vere e proprio discariche abusive disseminate nel cerchio periferico, non fanno certo onore ad un paese civile.

Ma andiamo al problema inceneritore.

 

I mass-media ci danno delle notizie a senso unico, su programmi, anche autogestiti (cioè pagati) ci propinano come panacea per il problema rifiuti, l’installazione di mega-inceneritori, spacciandoli anche produzione di energia alternativa e come occasione per nuovi posti di lavori (sic).

 

FALSO!

 

LA POCA ENERGIA CHE PRODUCONO NON BASTA NEMMMENO A FAR FUNZIONARE GLI INPIANTI STESSI.

 

I POCHI POSTI DI LAVORO NON POTREBBERO GIUSTIFICARE MAI IL DANNO CHE RECHEREBBERO ALLA SALUTE ED ALL’AGRICOLTURA.

 

Ma andiamo oltre. Gli “INCENERITORI” producono fumi (con diossine) altamente dannosi alla salute pubblica (anche quelli di ultima generazione), tanto che da parecchi anni in tutto il mondo li stanno smantellando e bonificando le zone interessate , Quindi è una tecnologia ormai obsoleta che verrà sostituita dal riciclaggio dei rifiuti (esiste una serie di documenti e sperimentazione a tal proposito, da diversi autorevoli studiosi).

 

E allora perché vogliono trasformare il Sud e la Sicilla, in particolar modo in enorme pattumiera? Le sovvenzioni e gli affari intorno ai rifiuti raggiungono cifre mastodontiche…….e chiaramente accendono degli appetiti.

 

Sono cose su cui tutti possiamo documentarci per fare scelte consapevoli, non imposte dall’alto.

 

A Paternò si sono mobilitati subito per bloccare l’INCENERITORE, mentre nei paesi limitrofi ci si è completamente disinteressati, senza pensare che, probabilmente, subiremo più danni.

 

La cosa più scoraggiante è che, chi dovrebbe informare i cittadini (LE AUTORITà, GLI INTELLETTUALI, I GIORNALISTI O ASPIRANTI TALI, I POLITICANTI VARI), preferiscono nascondere la testa come gli struzzi.

 

In altri luoghi dove vorrebbero installare altri INCENERITORI, c’è stato e c’è movimento civile che dice NO ALL’INCENERITORE,  un movimento libero e civile che coinvolge anche il CLERO (Ad Aragona ha coinvolto anche i parroci e la Diocesi).

 

E qui a Biancavilla? ……Io vorrei ed invito tutti a lottare uniti (come ad Assisi per la PACE) per dire NO NO NO  ALL’INCENERITORE.

 Piero Cannistraci

(Biancavilla allo specchio)

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venerdì, 09 settembre 2005

Ecco un'agenzia dello scorso settembre con la quale veniva annunciato che Palazzo d'Orleans aveva stipulato convenzione per il termovalorizzatore.

Palermo - Compie un altro importante passo in avanti il progetto di smaltimento dei rifiuti attraverso il sistema della termovalorizzazione. A Palazzo d'Orleans il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, commissario delegato per l'emergenza rifiuti, e i quattro operatori industriali che nel giugno del 2003 hanno stipulato le convenzioni per il trattamento della frazione residua dei rifiuti a valle della raccolta differenziata, hanno sottoscritto un atto aggiuntivo per meglio regolare l'avvio del servizio, previsto per il prossimo 30 novembre.
    In particolare la previsione di raccolta differenziata dei quattro sistemi è stata adeguata a quella del Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia che, a regime, si attesta ad almeno il 35%. Gli operatori si impegnano, inoltre, allo smaltimento in discarica dei rifiuti conferiti, a fronte del riconoscimento di una tariffa da stabilirsi, caso per caso, sulla base di apposito piano finanziario.
    ''Ribadisco - ha detto Cuffaro - che la Regione, puntando sul sistema della termovalorizzazione, ha compiuto una scelta pulita e moderna che in altre parti d'Italia e del mondo produce ottimi risultati''.

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:55 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005

''La scelta della termovalorizzazione a valle della raccolta differenziata è in linea con quanto realizzato in molte città europee ed italiane con governi di destra e di sinistra''. 
Così il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, che è anche commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, risponde alle critiche mosse al Piano regionale di gestione dei rifiuti il governatore quindi precoisa che ''l'azione intrapresa, in attuazione del Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia, apprezzato positivamente dall'Unione europea, consentirà alla Sicilia di superare con scelte di civiltà una fase emergenziale che ha anche consentito di chiudere oltre 250 discariche, dimostrando di avere a cuore il rispetto dei cittadini e dell'ambiente e non certo interessi economici particolari''. 
Sull'argomento interviene anche il vice commissario, Felice Crosta, per il quale ''Legambiente insiste nella via giudiziaria ma continua ad essere latitante in ogni iniziativa concreta per la crescita della raccolta differenziata, guardandosi bene dall'incalzare quei comuni che ancora oggi non si sono attivati e di lodare ed incentivare, quanto meno, i comuni che hanno superato almeno il 10%''. 
''La normativa - sottolinea Crosta - prevede che i rifiuti debbano essere recuperati per il 35% come materia e per il resto come energia. Gli obiettivi fissati scaturiscono dalla concertazione tra gli stati nazionali che hanno stabilito i criteri tenendo conto anche del rapporto costo-benefici. 
Declamare che si può raggiungere il 60% senza curarsi che venga assicurato l'obiettivo del 35% crea cortine fumogene per nascondere le responsabilità di chi ancora oggi pretende di gestire i rifiuti in contrasto con le leggi''. 

''Il Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia, adottato nel dicembre del 2002 - continua il vice commissario - è stato ritenuto valido dall'Unione europea poichè va nella direzione di una gestione ''ambientalmente sanà ed è conforme alle esigenze delle rilevanti direttive comunitarie. 

 Da qui l'invito ad impiegare tutti i mezzi necessari per una sua messa in opera efficace''. 
 "L'obiettivo primario del Commissario delegato - conclude Crosta - è stato, e continua ad essere, quello di gestire i rifiuti nel rispetto della normativa vigente (regionale, nazionale ed europea) mettendo comunque al primo posto la raccolta differenziata. Una corretta gestione integrata dei rifiuti, oltre ad apportare benefici in termini ambientali, non può e non deve determinare un aumento dei costi''.

(Biancavilla allo specchio)

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:53 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005

La Rete Nazionale  "Rifiuti Zero" e la Rete Regionale Siciliana "Rifiuti Zero" dicono NO al termovalorizzatore, chiedendone la messa al bando degli stessi. Manila, Berkley, Buenos Aires tra le città estere, oltre 45 nazioni e – a livello nazionale – città come: Torino, Alessandria, Merone, Trento, Monselice, Genova, la Spezia, Rerrara, Modena, Reggio Emilia, Forli’, Faenza, Gubbio, Perugia, Siena, Roma, Acerra, Salerno, Nocera Inferiore, Pistoia, Prato, Trani, Cosenza, e - a livello regionale - Palermo, Aragona, Paterno’ ed Augusta, oggi manifestano per la 4a Giornata Mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti, portando forti argomenti a favore di soluzioni innovative ed ecologiche che dovranno essere applicati ai crescenti volumi e tossicità del materiale di scarto. In luogo di discariche ed inceneritori che danneggiano la salute, chiedono ai governi di adottare e rendere effettive le politiche che diminuiscono drasticamente la produzione dei rifiuti alla fonte, e la conseguente riduzione ed eliminazione delle sostanze tossiche. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che gli inceneritori sono industrie cancerogene, che generano centinaia di fattori inquinanti come diossine, furani e metalli pesanti, causando una varietà di problemi alla salute, compreso cancro, disordini e disfunzioni al sistema immunitario. La “Rete Regionale Siciliana Rifiuti Zero” chiede la revisione del Piano Regionale dei Rifiuti nel rispetto del “principio della precauzione per la salute” perché lo stesso è sovradimensionato rispetto alle previsioni contenute nel Piano inviato a Bruxelles. Le convenzioni ventennali stipulate con gli operatori industriali devono essere revocate immediatamente perché, con una seria raccolta differenziata, non avrebbero ragione di esistere quattro inceneritori. I Coordinamenti di Palermo, Augusta, Paternò ed Aragona ribadiscono il loro totale impegno, attraverso svariate iniziative, affinchè l’attuale Piano Regionale dei Rifiuti venga ritirato e ridiscusso secondo criteri alternativi quali:

RIDUZIONE DEI RIFIUTI, RIUSO, RICICLO E COMPOSTAGGIO DEI MATERIALI DI SCARTO.


Aragona, 07 Settembre 2005

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:51 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005

GAIA - Global Alliance for Incinerator Alternatives - E' un'alleanza internazionale di cittadini, organizzazioni non governative, studiosi e non che hanno come obiettivo la messa al bando dell'incenerimento dei rifiuti.

Insieme a GAIA e alla Rete Nazionale Rifiuti Zero la Rete Regionale Rifiuti Zero promuovono in Italia la 4^ giornata mondiale contro l'incenerimento in programma per il 7 settembre.

Leggi cosa denuncia la Rete Nazionale Rifiuti Zero pubblicata su Biancavilla allo specchio a QUESTO indirizzo.

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:49 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005

La valle del Simeto, è l’unica zona nel mondo che custodisce l’antico papiro (Cyperus papyrus) originaria dell’Arabia e dell’Egitto (dove oggi è scomparso) ; da questa pianta si ricavava il materiale scrittorio. Detto pergamena nota in Egitto almeno dal 3000 a.C.; lungo la battigia è ancora possibile raccogliere l’ambra! L’ambra del Simeto è molto ricercata, usata come gemma nei lavori di oreficeria, ed è considerata tra le più pregiate del mondo; è una pietra più o meno trasparente, di colore dal giallo miele al rosso granato. Inoltre tra la sua fauna possiamo trovare il cigno reale, l’airone, il gufo e tanti altri uccelli in via di estinzione . Quello che ho elencato e solo una piccolissima parte della ricchezza che detiene tale sito. Con l’insediamento di una discarica, adesso apprendo anche di rifiuti speciale, non ci vuole molto per arrivare alla conclusione, questo significa proclamare la MORTE di una vastissima zona a linea d’aria. E un colpo mortale che viene inflitto al Cuore della Sicilia e dei siciliani! Io dico basta di monnezza ne ho vista tanta e non ne voglio più!!!!!
Ho visto il messaggio della segreteria politica dell’avv. Furnari, onorata di sentire un suo accenno di presenza sarei più entusiasmata se facesse un intervento nero su bianco, possibilmente personale perché non tutti siamo appassionati di tv.
E poi……… l’altro rappresentate Salvà Dove è? che fa? Che dice?
A tutti quelli che hanno aderito al comitato ( che ringrazio sentitamente) chiedo di manifestare ciò che hanno capito e intuito dell’intervento che ha fatto avv. Furnari in tv.
Dopo aver appreso queste notizie non ho voglia di salutarvi con un sorriso (-: ma vi ricordo che la vera forza siamo noi, e se vogliamo vivere, bisogna lottare con educazione rispetto e determinazione. Con l’Arcobaleno, Ho firmato per la non violenza bestemmia di Pace.

Angelica

Pubblicato su Biancavilla allo specchio

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:44 | Permalink | commenti
categoria:la parola ai visitatori
venerdì, 09 settembre 2005

NO AL TERMOVALORIZZATORE NELLA VALLE DEL SIMETO!

-perché la Provincia regionale non ha individuato nel territorio provinciale le zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.

-perché i Termovalorizzatori, per mettere al riparo le popolazioni dai "rischi" per la salute, sono stati concepiti dalla Legge Ronchi per essere realizzati nelle zone industriali.

-perché stravolge l'impianto naturale paesaggistico della valle del Simeto e l'impianto é "dentro" il Sito d'Interesse Comunitario Sic ITA060015-perché interrompe il percorso archeologico di Pietralunga e gli itinerari di turismo rurale.

-perché penali! zza le aree agricole pregiate.

-perché mette a rischio di inquinamento ambientale con danni alla salute ad alle colture tutto il territorio circostante.

-perché tutta l'area é sottoposta a rischi idrogeologici.

-perché i centri abitati delle città della valle del Simeto sono, in linea d'aria, a pochissimi Km dal Termovalorizzatore preposto da gruppi d'interessi estranei agli interessi generali della città.

-perché abbassa la qualità della vita della città.

-perché la straordinaria mole dell'impianto (240 mila mq) costituisce un grosso impatto visivo che "uccide" tutto il paesaggio.

-perché tutta la valle Del Simeto sarà definitivamente caratterizzata come la valle dei Rifiuti.

-perché altri avranno degli utili, noi solo fumi e diossina.

-perché i cittadini hanno diritto a decidere "direttamente l'indirizzo delle grandi scelte della città".

E' la strada delle Valanghe, a due passi dal fiume Simeto. E' un sito ambientale protetto dall'Unione Europea!.... Qualcuno vorrebbe farne una gigantesca discarica.

FERMIAMOLI!

Giardino comunale

(Biancavilla allo specchio)

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:40 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005
Le adesioni aumentano di ora in ora.
Una Biancavilla viva, che ha voglia di cambiare, che ha voglia di essere artefice del proprio destino.
Questa è la CIVILTA' a cui mi appello. Essere presenti capire i problemi discuterli e cercare soluzioni (non bla.. bla.. bà....).
Il sindaco, gli assessori, il presidente del consiglio, i consglieri, i grandi politici (o politicanti sperti), quelli che si riempiono la bocca di grandi paroloni (PER IL BENE DEL PAESE), chi sono?... cosa rappresentano?.....
La forza siamo noi, ogni singola persona capace di confrontarsi con gli altri.
Questo confronto leale sprigiona, molte volte quelle sinergie capaci di cambiare il mondo, capace di cambiare i sogni in realtà!
Grazie a tutti... tutti, anche ancora incredulo, in fondo ci sprona a non rimanere solo un "comitato" virtuale, avrà modo di ricredersi.
Intanto invio un appello che tutti possiamo trasformare in volantino e divulgarlo discuterlo con gli amici i vicini di casa in famiglia, vedremo se riuscire a fare anche un volantinaggio in piazza.
postato da: VincenzoVentura alle ore 15:33 | Permalink | commenti
categoria:comitato civico biancavilla
venerdì, 09 settembre 2005

Cari Signori il nostro comune (Biancavilla) è noto già per la vicenda Amianto, come si sa causa tumori maligni.
Chiediamoci se viene realizzato l'inceneritore nel Comune di Paterno' C/da Pietra longa? Cosa succedera' agli abitanti dei Comuni Limitrofi?
Finiamola con questa farsa e cerchiamo di prendere la questione nel giusto modo, senza Elezioni ne di Destra ne di Sinistra e cerchiamo almeno se siamo per il No al Termovalorizzatore di coinvolgere quante più persone possibili.

Cordiali saluti.

La Delfa Alfredo

commento pubblicato su Biancavilla allo specchio

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:31 | Permalink | commenti
categoria:la parola ai visitatori
venerdì, 09 settembre 2005

La validità di un’idea come il “Comitato Civico” risiede soprattutto nelle sue possibilità di essere attuata, il fatto che degli “ESSERI UMANI” hanno espresso la propria volontà in piena libertà, che non è fare ciò che vogliamo, ma farlo senza limitare la libertà degli altri, abbiano istituito una sede se pur virtuale, fa si che suddetto comitato sia legale, ufficiale e attivo a tutti i colori di appartenenza politica.

Angelica

Pubblicato su Biancavilla allo specchio in QUESTA pagina.

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:28 | Permalink | commenti
categoria:la parola ai visitatori
venerdì, 09 settembre 2005
A settembre dovrebbero ripartire i lavori per il termovalorizzatore in contrada Cannizzola e i cittadini di Paternò assieme ai comitati civici e all’amministrazione comunale fanno sentire, in qualche modo la loro voce. Ma questo problema non interessa soltanto i partenesi, bensì tutti i cittadini dei comuni limitrofi. A Centuripe il comitato civico giorno 29 ha promosso la proiezione del documentario i Crimini della Pace. A questa manifestazione non hanno partecipato solo gli abitanti del luogo, ma si sono riversati i componenti di comitati civici della zona e la gente che ha cuore questo problema.

A Biancavilla, anch’essa interessata, nessuno ufficialmente prende posizione. Ma nascono però i primi comitati con sede temporanea sul mondo del web. Piero Cannistraci, di Rifondazione Comunista, ha già promosso la nascita di un comitato civico contro l’inceneritore di Pietralonga sia su Biancavilla allo specchio, il salotto virtuale della città, curato da Vincenzo Ventura e Scusate il disturbo, il primo blog su Biancavilla curato da Vittorio Fiorenza.

All’iniziativa di Cannistraci si sono aggiunti altri visitatori dei blog internet. Un modo per cercare di far sentire la voce dei biancavillesi su questo inceneritore nella Valle del Simeto che potrebbe essere realizzato a partire dalla fine del mese di settembre.

Vincenzo Ventura, Giro di Vite www.girodivite.it

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:24 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005
Da Assud giovedì, 01 settembre:

La protesta contro il termovalorizzatore di Paternò comincia ad organizzarsi su internet (Assud lo fa dal primo giorno). Nascono blog e siti contro l'ecomostro. Assud ringrazia gli amici che si sono schierati in difesa dei siciliani.

Il signor Piero Cannistraci, amico di Assud, iscritto alla nostra community e assiduo affezionato lettore informa tutti gli "assudiani" che anche a Biancavilla, città della provincia di Catania, sta nascendo il "Comitato civico per la difesa del territorio".

Motivo scatenante è la prevista (ma non avrà luogo) costruzione del termovalorizzatore di Paternò (altro grosso centro a pochi chilometri da Biancavilla).

Il "Comitato" è ospite - su internet - del blog del collega e amico Vittorio Fiorenza (www.vittoriofiorenza.it).

La lotta civile contro la realizzazione del termovalorizzatore, naturalmente, continua anche su Assud e su altri blog che stanno organizzando alcune pagine per dare spazio a chi vuole protestare. Su internet la protesta dilaga mentre la carta stampata (che ha incassato milioni di pubblicità dalle aziende che devono costruire l'impianto) sta zitta, latita e deve mordersi la lingua, preda ormai del ricatto dei soldi.

Assud, e altri siti, non hanno bisogno di soldi. Vogliono che la loro terra sia rispettata e non continuamente offesa da pochi "gattopardi" che credono di poterla fare sempre franca.

Stavolta, i signorotti, hanno trovato una fiera opposizione che dà loro veramente molto fastidio. Questo ci riempie di orgoglio e ci rende felici.

Gabriele B. Fallica, direttore di www.assud.it  
postato da: VincenzoVentura alle ore 15:22 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005

Il signor Cannistraci sempre su Biancavilla allo specchio www.biancavilla.splinder.com segnalando la manifestazione promossa dal Comitato civico di Centuripe, per conoscere meglio il problema del termovaorizzatore di Pietra Longa, ha avanzato l'idea di far nascere un Comitato civico anche a Biancavilla per la salvaguardia del territorio. Ecco che dal web, dai blog internet su Biancavilla Scusate il disturbo e Biancavilla allo specchio nasce qualcosa di veramente costruttivo.

Vedi l'invito di Cannistraci pubblicato su Biancavilla allo specchio cliccando QUI>>>

postato da: VincenzoVentura alle ore 15:19 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005
ABBIAMO VINTO UNA BATTAGLIA
Il Tar di Catania ferma i termovalorizzatori di Paternò e Augusta.

Il Tar di Catania ha fermato i lavori di costruzione dei termovalorizzatori di Paternò (CT) e di Augusta (SR).  Il primo localizzato all'interno di un sito di interesse comunitario (SIC) per valore archeologico, paesaggistico, storico. L'altro ricadente in un'area di enorme valore archeologico.

Il Tar ha sospeso l'ordinanza di avvio dei lavori emessa dal Presidente Cuffaro in veste di Commissario per l'emergenza rifiuti. Sospensione che avrà valore fino al 27 settembre. La discussione riprenderà allora.

Si tratta di una grande vittoria di quei movimenti che non vogliono distruggere l'ambiente siciliano in nome dei rifiuti. E' una vittoria anche di Assud (www.assud.it)  che da sempre si è schierato contro i termovalorizzatori.
 
Tratto da Assud e pubblicato il 6 luglio 2005 su Biancavilla allo specchio.
postato da: VincenzoVentura alle ore 14:58 | Permalink | commenti
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venerdì, 09 settembre 2005

Pubblico il messaggio che il signor Piero Cannistraci, uomo politico e promotore del Comitato civico per la salvaguardia del territorio, ha indirizzato al sindaco di Biancavilla, prof. Mario Cantarella, tramite Biancavilla allo specchio (vedi QUI>>>).

Sarebbe bello sapere dal sindaco Cantarella come la pensa lui e la sua squadra amministrativa di Centro- Destra.

Dall'intervento pubblicato come commento nel post del sindaco Cantarella:

II° - AMBIENTE quale è la sua posizione e della sua A.C. riguardo “L’INCENERITORE DI PATERNO”?
Non pensa che la cosa ci riguarda da vicino, quando, (non vorrei essere di nuovo una cassandra come lo sono stato per l’amianto in quella amichevole intervista con Salvo Sidoti, qualche giorno prima che scoppiasse il caso amianto) i fumi attraverseranno i nostri i territori ed nostro paese a chi
daremo la colpa? Al suo collega di Paternò? Ma, intanto Lei, la sua A.C., i biancavillesi cosa avrete/avremo fatto? Altro che sviluppo agricolo, altro che sviluppo territoriale, altro……..
Con rispetto

Piero Cannistraci

postato da: VincenzoVentura alle ore 14:53 | Permalink | commenti
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giovedì, 08 settembre 2005

Mi sembrava doveroso aprire una nuova sezione del blog per parlare su una questione abbastanza particolare che ci vede tutti coinvolti: l'inceneritore in contrada Cannizzola a Paternò. Pare che questo problema riguardi solo i cittadini di Paternò, ma al contrario riguarda un'ampia fetta dei centri etnei. Quello che, forse, speriamo di no, verrà costruito in quella che è la Valle del Simeto, comporterà diversi problemi che ci riguarderanno da vicino. Saranno seri problemi con i quali, in un domani, non molto lontano, i giovani, che prenderanno posto nella classe dirigente della società, si troveranno a far fronte. Chi deve allora alzare la voce, dire NO a questo scempio bloccando le scelte assurde di alcuni politici? E' molto semplice, deve essere il Popolo. Un popolo unito, che vuole salvaguardare il proprio territorio, che non vuole far fronte con seri problemi che possano compromettere la salute di tutti.

Proprio per questo a Paternò sono nati diversi comitati civici, sono state realizzate diverse manifestazione, anche l'Amministrazione comunale, diretta dal sindaco Pippo Failla è scesa in campo assieme ai cittadini. Ma come abbiamo già detto questo non è un problema che interessa soltanto Paternò. Allora ecco che nasce un comitato civico per la salvaguardia del territorio anche a Biancavilla. E' stato il signor Piero Cannistraci ha promuovere la nascita di questo movimento, con sede temporanea sul mondo del web. Fu lui stesso, ricordo, ai primi di luglio a chiedere proprio al primo cittadino di Biancavilla, Mario Cantarella, ospite di Biancavilla allo specchio di prendere posizione sul termovalorizzatore di Paternò, di far sentire la voce dell'Amministrazione comunale. In questi mesi tutti i mezzi d'informazione a partire proprio dalle nostre emittenti locali hanno latitato. Poca informazione quindi. Minima la posizione presa dall'Amministrazione comunale che si è incontrata con alcuni responsabili dei comitati civici di Paternò nei mesi scorsi. "Siamo per un dibattito, per un confronto" si era detto. Ma ora è tempo di svegliarci, rimboccarci le maniche e dire assieme

NO al termovalorizzatore in contrada Cannizzola! No all'inceneritore nella Valle del Simeto! No ad un "mostro" nel nostro territorio.

Vincenzo Ventura

postato da: VincenzoVentura alle ore 20:27 | Permalink | commenti
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