Quella appena iniziata è la settimana decisiva. Ancora pochi giorni (data ultima, annunciata, venerdì 30 settembre) e si saprà il futuro del sistema rifiuti in Sicilia. Tre gli appuntamenti indicati come determinanti, il primo dei quali si è già tenuto a Palermo, alla quarta commissione ambiente e territorio dell'Ars, incaricata dal commissario per l'emergenza rifiuti, Totò Cuffaro, di raccogliere elementi per tentare di sciogliere i nodi dell'intricata matassa, rappresentata dal Piano regionale rifiuti. Un piano al momento bloccato, sul quale peserà il responso della quarta commissione, impegnata in questi giorni in una serie di incontri.
Tra gli appuntamenti della quarta commissione, figura quello con le associazioni ambientaliste (Legambiente, Italia Nostra, Wwf e Gre) e con i comitati civici nati nei comuni dell'isola, dove dovrebbero essere costruiti i quattro termovalorizzatori (Paternò, Bellolampo, Augusta, Castel Termini) e le discariche. Un'audizione, importante, per la quale, proprio i comitati non si sono fatti trovare impreparati, presentandosi all'appuntamento con fasci di documentazioni e ben sette esperti. Sette professionisti, rappresentanti del mondo universitario, dell'Arpa, dell'Asl di Trapani, per finire con il presidente del centro oncologico di Genova, Federico Valerio. Proprio Valerio, nel corso della sua audizione ha perorato la causa del no alla termovalorizzazione, spiegando che il sistema, è ormai sorpassato. La prova è offerta dai paesi industrializzati, come gli Stati Uniti, il Giappone, la Francia, e la stessa Italia, dove i termovalorizzatori stanno lasciando il posto ad una nuova tecnologia, meno pericolosa perché immetterebbe meno diossina nell'aria, denominata biossidazione.
Secondo Valerio, sarebbe, quindi, più sensato puntare su questa nuova forma d'eliminazione dei rifiuti, piuttosto che scegliere qualcosa di sorpassato. Per l'Italia, ha portato la sua esperienza nel settore della biossidazione, il presidente del consorzio dei comuni del trevigiano, Priula, presente all'incontro.
Nella sua relazione, Priula, ha affermato che gli effetti positivi, visibili, sono due: una diminuzione della tassa sui rifiuti per i cittadini ed un aumento della raccolta differenziata, con soglie vicino all'80%. Come nel trevigiano, ha concluso Priula, analoga esperienza si sta registrando nel salernitano. Hanno, puntato, invece, al sovradimensionamento degli impianti di termovalorizzazione le associazione ambientaliste che chiedono il cambiamento del piano regionale rifiuti.
Di parere contrario, nel corso dell'audizione, la posizione dei Gre (Gruppi di Ricerca Ecologica), di Catania, secondo i quali il piano va tutelato visto che si è, finalmente, di fronte ad una grande svolta, spostando la Sicilia da un sistema poco limpido della gestione dei rifiuti, ad uno più chiaro ed integrato. Tutte le audizioni sono state ascoltate con molta attenzione dai componenti della commissione e dai circa quindici deputati regionali, di centrodestra e centrosinistra, presenti all'incontro. Per la commissione ora, il tempo d'esaminare il tutto, prima di esporre la sua decisione in una relazione. Nell'attesa di conoscere queste prime conclusioni, un altro appuntamento, determinante, questo, per la sorte del progettato termovalorizzatore di Paternò, si sta per consumare. Stiamo parlando della camera di consiglio del Tar di Catania, in programma per martedì prossimo, con all'esame i ricorsi, contro la costruzione del termovalorizzatore di contrada Cannizzola, presentati dal Comune di Paternò e da Legambiente (con il sostegno, quest'ultima, del coordinamento dei comitati civici paternesi).
A mettere la parola fine a tutta la vicenda sarà, però, il presidente Cuffaro, che entro la fine di settembre dovrà giungere alle conclusioni.
Mary Sottile - La Sicilia


